Vita da atelier

La creatività non è competizione

Eccomi qui a scrivere un post su questo mio blog leggermente impolverito. Lo so, è passato un po’ troppo tempo dall’ultimo ma tra i miei ultimi propositi c’è quelli di aggiornarlo più spesso, e oggi sono qui per un post un po’ diverso rispetto a quelli precedenti, in cui parlo a cuore aperto ai professionisti del settore e a tutti coloro che in qualche modo condividono con me questo percorso.

Quando sono partita con questa avventura l’ho fatto perché animata da ciò che alla fine credo che faccia smuovere più o meno tutto ciò che si muove su questo globo terreste, un sogno.

Avevo, e ho tuttora, un piccolo grande sogno, creare un qualcosa che davvero mi appartenesse. Qualcosa di mio, totalmente, incredibilmente mio. Non per niente ci ho messo il nome. Avrei potuto mettermi un nome d’arte, uno pseudonimo. E invece no. Il mio marchio si chiama Nadia Manzato, come me, e il motivo è che mi rappresenta esattamente al 100 %. Il mio atelier sono io, è i miei sogni, il mio sudore, la mia gioia e le mie aspirazioni, è ciò che mi fa alzare al mattino con uno scopo di essere e ciò che dà un senso alle mie giornate. E’ la mia vocazione.

Io penso che ognuno di noi abbia avuto una sua chiamata. Chi è stato chiamato a fare il fotografo, chi è stato chiamato a fare il dottore, io sono stata chiamata a creare qualcosa che prendesse forma con tessuti e fili e che raccontasse una storia. Questo è quello che vorrei infatti che facessero i miei abiti, raccontare delle storie, vorrei che non fossero solo dei tessuti cuciti insieme ma che avessero dentro un’anima, un racconto. Io ci provo ogni volta e spero che questa cosa venga percepita, e se ci riesco, vuol dire che ho centrato il mio obbiettivo.

Ieri a Milano si è tenuta la prima edizione del Milano Wedding Meetup. E’ stato davvero un bel momento di incontro tra professionisti del settore, è bello mettere in campo esperienze diverse e raccontarsi un po’ a vicenda. Mi piace quando ci si stimola a vicenda cercando di non scavalcarsi ma dandosi invece degli input e dei suggerimenti che fanno bene un po’ a tutti.

Non so, avrò una visione un po’ utopica però credo ancora in un mondo dove ognuno può crearsi il suo percorso condividendolo anche con altri senza sgomitare cercando di fare le scarpe a qualcun altro. Perché ricollegandomi al discorso di prima, se la tua vocazione è quella di fare il tuo lavoro, non ce n’è, ce l’hai dentro.

Detto ciò, auguro a tutti una buonissima giornata, e io torno ai miei amati abiti!

Nadia

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Unconventional happening: cos’è e perché bisogna assolutamente esserci

Quando Valeria di Spose Non Convenzionali (lo conoscete? E’ un blog che parla di matrimoni ma soprattutto di stili di vita non convenzionali) lanciò la sua idea di creare un evento a Roma che fosse un incontro tra professionisti del matrimonio e non solo, la accolsi subito con grande entusiasmo.
Primo perché ho grande stima nel suo lavoro di blogger, e secondo perché in Italia c’è una grande carenza di eventi belli belli in modo assurdo (chi ha visto Zoolander capirà) per quanto riguarda l’ambito del matrimonio.
Noi per scelta abbiamo deciso di partecipare solo a quelli che ci piacciono di più ma soprattutto che ci rappresentano di più, e Unconventional Happening è decisamente uno di questi.
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Pensieri di felicità sparsi.

Oggi non parlo di matrimoni.
Oggi semplicemente parlo.
Parlo del fatto che sono felice.
Felice, perché tante cose belle stanno succedendo, e tante ne succederanno prossimamente.
Felice, perché quando ci credi veramente, ma veramente, le cose poi accadono. Ma seriamente eh. Accadono.
Felice, perché si avvicina il Natale e quest’anno sto vivendo veramente a pieno questo periodo. E’ tutta luce, dentro e fuori.
Felice, perché adoro il mio nuovo atelier. Ve l’ho detto che ci siamo trasferite? No???? Ecco ora ve l’ho detto. Ci siamo trasferite, e già che c’eravamo, ho voluto cambiare l’aspetto dell’atelier. Quello vecchio mi piaceva tantissimo, ma questo se possibile, mi piace ancora di più. E’ allegro, colorato, non convenzionale. E’ un atelier in “perenne festa”. E’ proprio come mi sento io in questo periodo.
Mi piace pensare di vivere una vita super colorata e allegra, immersa tra i toni pastello, che corrispondono al mio lato più pragmatico, e toni fluo, che rappresentano i miei picchi di creatività e follia.
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Wedding factory: le foto e il racconto

Wedding Factory 2
Buongiorno a tutti!
Oggi sono qui a mostrarvi le foto di Wedding Factory e a raccontarvi qualcosa dell’evento.
Sono stati tre giorni davvero molto intensi, durante i quali abbiamo avuto l’ opportunità di conoscere sposi, creativi, professionisti del settore. Il tutto in una cornice davvero poco tradizionale: la location di BraveArt Factory, in piena porta Genova, a Milano.
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Wedding Factory #2 edition

Eccomi qua!
Oggi vi presento un evento che ci vedrà come espositori nel prossimo week-end: sto parlando della seconda edizione di Wedding Factory!
Si tratta di un evento sul matrimonio originale e creativo organizzato da Le jour du oui in collaborazione con BraveArt Factory, e sarà bellissimo e da non perdere per diversi motivi, che ora vi elencherò qui di seguito:
– ci saremo noi e i nostri vestiti e questo mi pare già un valido motivo per esserci (eheh la modestia!);
– ci saranno tanti professionisti del matrimonio giovani e creativi;
– sarà un evento diverso dai soliti nell’ambito matrimonio (basta alle solite fiere! Buuuuh!)
– sarà a Milano, in zona Tortona (zona notoriamente molto artistica), in una location bellissima e molto alternativa.

Quando? Sabato 19 e domenica 20 ottobre.
Dove? Presso la Braveart Factory, in via Vigevano 41, Milano.

Se volete saperne di più, visitate il blog dell’evento www.weddingfactory.me

Insomma, vi aspetto! :)

Evento realizzato in collaborazione con Le jour du oui e BraveArt Factory, Nadia Manzato

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Cronaca di un servizio fotografico vintage

Buongiorno a tutti!
Perdonate i miei post un po’ radi…sono giornate molto piene, tra spose, nuova collezione e shooting fotografici!
Ieri abbiamo realizzato un servizio fotografico per la nuova collezione, collaborando con Matteo, fotografo di Matrimoni all’Italiana, Ilaria, la truccatrice che ha realizzato un meraviglioso make-up anni ’50 e Villa Righini, una bellissima villa che un giardino enorme a Somma Lombardo, oltre che una piscina che faceva venire voglia di fare un bagno in ogni momento :)
nadia manzato, wedding, matrimonio, polka dots
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Il mio primo premio!!!

Ho vinto il mio primo premio, evviva!!!
Francesca Favotto, giornalista e blogger di style.it, nonché mia amica prima virtuale e poi in carne e ossa, mi ha premiata come “Very inspiring blogger” nei suo blog Duemilaecredici e We for Wedding. Eh insomma mica male!!! Che grande onore per questo giovane blogghettino! Questo premio è un modo per fare “rete” promuovendo i blog che più piacciono e consiste nel raccontare 7 cose su di noi e assegnare il premio a 15 blogger che seguiamo e che hanno meno di duecento followers, comunicandolo nei loro blog. [Ehm, non ho propriamente rispettato la regola dei duecento followers, nel senso che ho deciso di mettere solo i blog che mi piacciono a prescindere da quanto siano conosciuti.]
Ecco le 7 cose su di me:
1. Ho studiato Design della Moda, seguendo quella che è sempre stata una mia grande passione. Tutti mi dicevano “Ma va!!! Ma che fai??? Vai a raccogliere le fragole? Non troverai mai lavoro poi! Dovresti iscriverti a medicina/ingegneria/architettura/giurisprudenza!!!”. Con tutto il rispetto per queste bellissime professioni, ma no, no grazie. Non sono fatta per quello. Se vedo anche solo un’unghia spezzata potrei svenire sul momento. Vi sembra che avrei mai potuto fare il medico??? Senza contare che matematica non è decisamente mai stata la mia materia preferita (non per niente la mia frase prediletta della canzone “Notte prima degli esami” di Venditti è sempre stata “La matematica non sarà mai il mio mestiere!”). Al contrario mi sono sempre trovata molto bene con una matita in mano. Inoltre la moda mi ha sempre affascinata. Sarà che sono cresciuta tra macchine da cucire e fili, nella parte più “ruvida” della moda. Quella produttiva. Quella in cui ti pungi le dita ed è tutta una questione di millimetri, perché se sbagli di qualche millimetro hai sbagliato tutto il modello.
2. Ho deciso di aprire un atelier di abiti da sposa per due motivi ben precisi. Il primo è che ci sono cresciuta. Magari qualcuno di voi lo saprà già, ma io ho appreso questa antica arte da mia madre, che ha lavorato per moltissimi anni come sarta modellista di abiti da sposa. E mi ricordo, da bambina, quando mi trovavo immersa in moltissimi abiti e sgranando gli occhi pensavo “Ohhhhhh” (sì, pensavo proprio questo). Da qui l’idea di indirizzare la mia passione per la moda verso gli abiti da sposa.
Il secondo motivo è che…posso dirlo? Molti degli abiti in circolazione non mi piacevano. Mi spiego: pensavo tra di me “Se mi dovessi sposare, non saprei proprio cosa scegliere”. Ci sono molti stilisti bridal che mi piacciono, la maggior parte di loro però non sono italiani. Ad esempio ho un vero e proprio debole per Jenny Packham. Però il discorso è sempre quello: siamo in Italia, perché dobbiamo ancorarci sempre alla tradizione e non creare qualcosa di innovativo? Perché pensare che certe cose siano possibili solo negli USA o in Inghilterra??? E così, ho iniziato. E spero di riuscire a dare qualcosa di diverso.
3. Sono alta (!) 1.54. Eh già. Sono sempre stata la piccolina, quella tascabile, quella bassa. Mi consolo pensando che anche Scarlett Johansson, Salma Hayek e Christina Aguilera sono mignon. Evviva le basse! (senza offesa per le ragazze alte, ma almeno ci consoliamo).
4. Sono negata a cucinare. Ve lo giuro. Sono negata. Più che altro penso che il motivo sia che anche se ho molte passioni (come quelle di cui vi ho parlato prima), purtroppo quando si era in fila per la passione per cucinare, io ero in fila per altro (non per l’altezza, di sicuro). Ad esempio, ora molte persone si cimentano con il cake design. Beh la cosa più vicina al cake design che io abbia mai fatto è un salame al cioccolato dolce. Conta? Però sono una grande assaggiatrice, per cui se qualcuno ne avesse bisogno, io mi offro volontaria! :)
5. Ho un’insana passione per pois, maculato, zebrato, righe, zig-zag…insomma tutti i pattern possibili. Mi piace molto unirli e creare dei mix di tessuti che nessuno si aspetterebbe mai. In un impeto di follia (!) ho comprato un paio di leggings maculati che adoro e che quando indosso mi attirano più di uno sguardo. Però insomma, sono davvero bellissimi, per cui viva la libertà, abbasso il conformismo!!!
6. Vorrei riempire una libreria. E una scarpiera, contemporaneamente. Faccio questa affermazione perché voglio sfatare il mito dell’amante di moda stupida e poco letterata. Eh beh, mi piacciono le scarpe, e quindi? Questo non toglie che un buon libro rimanga la mia compagnia preferita, e che nella mia futura casa mi piacerebbe avere una di quelle librerie che vanno dal pavimento al soffitto (ma anche una cabina armadio alla Carrie Bradshaw).
7. Sono fiera di essere italiana. Io che faccio parte della generazione “Me ne vado perché questo paese non ti capisce”. Ed è vero che non ti capisce, perché a volte, per quanto ce la metti tutta, è difficile farcela. Ma ragazzi, qui è nata la moda. Credo che pochi paesi possano essere paragonati a noi. Io voglio continuare a crederci. Lo voglio.
Ed ora, ecco i blog che più mi piacciono!
Funky Wedding is on
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Vintage Tea Party: le foto ufficiali dell’evento

Oggi pubblico le splendide foto scattate da Ennefoto durante il nostro Vintage Tea Party di domenica…credo che riescano a rendere bene l’atmosfera che si respirava durante l’evento! Ecco le foto dello splendido dessert table allestito da Wedding Road, i cupcakes e dolcetti vari preparati da Bake Therapy e il workshop tenuto da Michela di Wedding Road, durante la quale la nostra futura sposa Paola si è prestata a fare da modella per un look da vera diva anni ’50.
Se siete anche su facebook, qui potrete trovare la gallery dell’evento!
P.S. Per chi lo volesse sapere…io sono quella che se la ride con maglietta a pois e capello corto nero! :)
Vintage Tea Party, Nadia Manzato Wedding Couture
Vintage Tea Party, Nadia Manzato Wedding Couture
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Vintage tea party. Grazie a tutti!

Ieri c’è stato nel mio atelier il Vintage Tea Party del quale vi ho parlato qualche giorno fa: è andato alla grande!!!! :)
Ci tengo a ringraziare la squadra di giovani donne che mi ha accompagnata: le fotografe di Ennefoto che hanno immortalato ogni attimo instancabilmente, le Wedding Planner di Wedding Road che hanno allestito e tenuto il workshop di trucco e acconciature vintage, e Tamara, la pasticcera di Bake Therapy che ha preparato dei dolci buonissimi (testati e super approvati, alla faccia della dieta). Una squadra tutta rosa, tutta giovane e con l’idea di creare un evento legato a un matrimonio non solo vintage, ma proprio fuori dai canoni tradizionali (siamo pazze and we know it).
Ringrazio poi tutte le ragazze che ci sono venute a trovare…siete state tante e molto entusiaste,e questo ci ha rese felici! Speriamo di avervi offerto un’esperienza diversa dal solito!
E poi…è successa una cosa ME-RA-VI-GLIO-SA! Una richiesta di matrimonio in diretta, con tanto di inginocchiamento e anello!!! Noi eravamo complici e quindi sapevamo che sarebbe successo…devo dire però che vederlo succedere, assistere a  un ragazzo che si inginocchia e chiede la mano non è una cosa che succede tutti giorni, e la lacrimuccia ci è comunque scappata!!! Ahhh siamo proprio delle romanticone!!!
Vi lascio con qualche istantanea veloce scattata ieri da Ennefoto, presto pubblicherò anche le foto ufficiali!
Nadia Manzato Wedding Couture
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Consigli per scegliere l’abito da sposa senza perdere 10 anni di vita

say yes to the dress

Ho già scritto un post simile, per le lettrici del blog della Wedding Dog Sitter Elisa Guidarelli, per il quale curo la rubrica “Moda e bon-ton da matrimonio”.

In questo mio blog però ho deciso per partito preso di infischiarmene del bon ton, e di darvi i consigli più sinceri e spassionati che mi sento di darvi. Spero possano aiutarvi!
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